Bali: 5 motivi per cambiare idea sull’isola degli Dei
Un’anima autentica oltre gli scatti da cartolina
Bali non è solo una cartolina tropicale per influencer in cerca del tramonto perfetto. Dietro il velo dei luoghi comuni si nasconde un’isola viva, in continua evoluzione, che riesce ancora a sorprendere chi decide di viverla con profondità. Francesca Rizzo e Michele Porinelli, due italiani che da anni chiamano quest’isola “casa”, ce lo raccontano con l’occhio di chi ha scelto di integrarsi davvero, rispettando la cultura balinese e contribuendo attivamente all’economia locale.
Con la loro realtà imprenditoriale, Bali Holiday Properties, propongono un’alternativa concreta al turismo mordi e fuggi: un modello di turismo responsabile e consapevole, che valorizza le comunità locali. Attraverso la loro esperienza, sfatiamo cinque falsi miti ancora troppo diffusi su questa perla indonesiana.

1. Non è solo yoga e spiritualità
È vero: con oltre 20.000 templi, Bali merita il soprannome di isola degli Dei. Ma chi la riduce a yoga e incenso non ne coglie la vera essenza. Fitness, benessere e movimento qui sono parte integrante dello stile di vita. Palestre all’avanguardia, centri pilates, campi da padel, saune e ice bath si trovano in ogni angolo dell’isola, trasformandola in una meta perfetta per chi cerca un benessere a 360 gradi.
2. L’overtourism non ha conquistato ogni angolo
Certo, Kuta e Canggu soffrono l’eccesso di turisti, ma Bali è molto più estesa e sfaccettata. Zone come Uluwatu, Sidemen e la costa nord raccontano una Bali autentica, dove il turismo assume forme più sostenibili e meno invasive. Queste aree offrono panorami mozzafiato, ospitalità sincera e silenzi rigeneranti, lontani dai riflettori dei social.
3. Non è solo per backpacker
Una volta terra promessa per viaggiatori low-cost, oggi ospita resort di lusso, ristoranti gourmet e ville di design. Il tutto condito da esperienze su misura, percorsi olistici e avventure outdoor che accontentano anche i viaggiatori più esigenti. Bali è diventata sinonimo di raffinatezza accessibile, capace di affascinare un pubblico sempre più vario e internazionale.

4. Non solo nomadi digitali
L’immagine da copertina del freelance con il laptop in riva al mare ormai non basta più. Sta accogliendo famiglie, imprenditori, pensionati e investitori da ogni parte del mondo. Vivere qui significa accedere a una qualità della vita alta, infrastrutture moderne e una burocrazia decisamente più snella rispetto a quella italiana. Secondo i dati ufficiali, oltre 100.000 stranieri vivono attualmente sull’isola, e gli italiani – più di 1.400 – sono in costante aumento.
5. Non solo Dubai attrae gli investimenti immobiliari
Bali è la nuova frontiera del real estate internazionale. I numeri parlano chiaro: rendimenti fino al 13% annuo e una media di guadagno che sfiora i 40.000 dollari all’anno. Grazie al boom dell’affitto turistico, gli investimenti immobiliari su Bali stanno superando molte mete tradizionali. Il progetto di Bali Holiday Properties, guidato da Francesca e Michele, consente agli investitori italiani di ottenere rendite mensili tra i 3.500 e i 6.500 euro, con contratti di cinque anni rinnovabili. Il tutto in un contesto che unisce redditività, etica e rispetto per l’ambiente.
Bali è viva, poliedrica, e molto più profonda di quanto appaia sui feed di Instagram. Chi ha il coraggio di andare oltre i cliché scopre un’isola che premia la curiosità, il rispetto e il desiderio di autenticità.
A cura di Martina Marchioro
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