Arte, corpo e memoria: Jonathan Lyndon Chase arriva in Italia
Jonathan Lyndon Chase: la Galleria Gió Marconi ospita un’installazione unica che fonde corpo, memoria e architettura in un’esperienza visiva potente
L’arrivo di Jonathan Lyndon Chase a Milano
La Galleria Gió Marconi di Milano presenta per la prima volta in Italia l’opera di Jonathan Lyndon Chase, artista afroamericano tra le voci più potenti della scena contemporanea, con la mostra Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset. La galleria ha programmato l’inaugurazione per giovedì 29 gennaio 2026 dalle 18 alle 21, e la mostra resterà aperta fino al 21 marzo 2026.
Si tratta di un evento importante per la programmazione della galleria, che conferma la propria attenzione verso autori capaci di coniugare linguaggio visivo, esperienza personale e riflessione sociale.
Un racconto intimo della quotidianità queer nera
La mostra esplora i momenti quotidiani della vita queer nera in città, mescolando intimità domestica e tensione emotiva. Chase invita lo spettatore ad attraversare memoria, corpo e spirito, mettendo in dialogo la concretezza del tempo con la fluidità del pensiero e dell’identità.

Attraverso il colore, la materia pittorica e la composizione degli ambienti, l’artista crea un racconto che è allo stesso tempo personale e universale. “Ogni gesto riflette un modo diverso di abitare il corpo e lo spazio”, sembra suggerire il titolo stesso della mostra, che vibra come un mantra tra ironia e malinconia.
La galleria come spazio domestico e corpo vivente
Per questa occasione, Chase trasforma il piano terra della galleria in un vero e proprio interno domestico. Il visitatore attraversa un soggiorno, una camera da letto, una cucina e un bagno, ambienti che diventano metafore dello spazio mentale e affettivo.
Ogni stanza è un paesaggio emotivo, un luogo di contatto e introspezione. Le pareti e i pavimenti, attraversati da crepe, fili scoperti e tubi che perdono, fanno percepire la galleria come un corpo pulsante, vulnerabile, quasi vivo. “Lo spazio conserva le ferite del tempo e le storie di chi lo abita”, scrive Chase nelle note di presentazione.
Un dialogo tra fragilità e potenza con Jonathan Lyndon Chase
L’opera di Jonathan Lyndon Chase si muove tra leggibilità e astrazione, tra vita privata e memoria collettiva. La mostra diventa così una riflessione sull’equilibrio dei contrari: forza e delicatezza, presenza e assenza, luce e ombra.
Nel contesto milanese, questo progetto assume un valore ancora più simbolico: celebra la possibilità di uno spazio artistico inclusivo, in cui identità e corpo siano riconosciuti nella loro complessità. “Il corpo è un archivio di gesti, desideri e sogni che continuano a cambiare forma”, afferma l’artista, invitando il pubblico a lasciarsi attraversare dal ritmo intimo delle sue opere.
A cura della redazione
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