Tomatina 2026 a Buñol: la storica battaglia dei pomodori
Dalle consuetudini del passato alla notorietà globale, tutti i retroscena della Tomatina, la festa più vivace dell’estate spagnola tra entusiasmo, folklore e accoglienza

Allo scoccare delle ore dodici, le strade di Buñol, centro urbano di circa novemila abitanti nella Comunità Valenciana, sono state sommerse da una coltre scarlatta. La tradizionale Tomatina ha attirato ventiduemila visitatori giunti da ogni parte del mondo, pronti a lanciarsi in un’ora di totale frenesia a colpi di centocinquanta tonnellate di pomodori maturi. La rinomata ricorrenza estiva spagnola si è svolta seguendo un collaudato piano organizzativo, in grado di coniugare grande svago, salvaguardia dell’ordine pubblico e reimpiego delle eccedenze del comparto agricolo.

Il rito del Palo Jabón e la pioggia scarlatta a Buñol
L’inizio della festa è preceduto da una caratteristica prova di abilità: l’ascesa del palo jabón. Si tratta di un albero della cuccagna ricoperto di grasso e sapone in cima al quale viene posizionato un pregiato prosciutto crudo. Numerosi giovani provano ad arrampicarsi salendo sulle spalle altrui per conquistare il premio, scivolando continuamente tra gli applausi e il divertimento del pubblico radunato nella piazza principale.
A prescindere dall’effettivo raggiungimento del salume, alle dodici in punto l’esplosione di un petardo dà il segnale di partenza. Grandi camion carichi di ortaggi avanzano lentamente lungo il centro storico, percorrendo calle San Luis e calle Cid fino a raggiungere Plaza del Pueblo. Gli incaricati del posto, approfittando dei cassoni ribaltati per scaricare quintali di polpa a terra, iniziano a scagliare i primi ortaggi innescando una fitta battaglia che coinvolge l’intera folla.

Dalla protesta del 1945 al successo mondiale
Le origini della Tomatina risalgono all’ultimo mercoledì di agosto del 1945, durante la sfilata dei gigantes y cabezudos. In quell’occasione, alcuni ragazzi del paese cercarono di aprirsi un varco tra la folla provocando la caduta fortuita di un figurante; da questo episodio scaturì un litigio nei pressi del banco ortaggi del mercato rionale che degenerò in un fitto lancio di pomodori, fermato solo dall’intervento delle forze dell’ordine. L’anno dopo, nel 1946, il medesimo gruppo scelse di ripetere deliberatamente lo scontro portando i frutti da casa, malgrado i ripetuti tentativi di blocco da parte delle autorità.
Nel corso degli anni Cinquanta, durante il regime franchista, l’evento venne vietato a causa dei disordini provocati e del suo carattere caotico. La determinazione dei residenti sfociò nel 1957 nella celebre protesta del funerale del pomodoro, una singolare sfilata a lutto con una bara che conteneva un pomodoro gigante, scortata da una banda che suonava marce funebri. Tale manifestazione spinse il municipio a legalizzare e strutturare la festa. La notorietà si diffuse in tutta la nazione nel 1983 grazie a un reportage del programma televisivo Informe Semanal, fino ad arrivare nel 2002 alla nomina ufficiale a Festa di Interesse Turistico Internazionale.
Misure di sicurezza, sostenibilità e pulizia delle strade

Per prevenire rischi legati all’eccessivo afflusso alla Tomatina , dopo il record di quasi cinquantamila partecipanti nel 2012, l’amministrazione comunale ha stabilito a partire dal 2013 il numero chiuso a ventiduemila presenze con ingressi a pagamento, fissati a quindici euro per l’edizione corrente. Per tutelare l’incolumità fisica di chi partecipa, la norma principale obbliga a schiacciare con forza ciascun pomodoro nel pugno prima del lancio in modo da ridurne la consistenza ed evitare contusioni. Si suggerisce inoltre l’impiego di occhialini da sub per schermare gli occhi dall’acidità e di calzature chiuse con buona tenuta per camminare sulla polpa scivolosa.
Sotto il profilo della sostenibilità, le centocinquanta tonnellate utilizzate appartengono alla varietà tomate pera, una tipologia allungata affine al San Marzano coltivata soprattutto a Chilches, nella provincia di Castellón. Non si tratta di alimenti sottratti al consumo, bensì di eccedenze scartate dalla grande distribuzione per imperfezioni estetiche, dimensioni irregolari o maturazione avanzata, recuperando prodotti che altrimenti resterebbero inutilizzati nei campi.

Allo scadere esatto di sessanta minuti, un secondo colpo di cannone pirotecnico stabilisce la conclusione inderogabile dei lanci, vietando qualsiasi ulteriore tiro. I vigili del fuoco avviano quindi la pulizia con autobotti e manichette ad alta pressione per lavare pavimentazione e facciate, precedentemente protette con teli di plastica; l’acido citrico della polpa funziona come efficace disinfettante e sgrassatore naturale per i ciottoli del centro storico. I partecipanti possono lavarsi presso le docce allestite vicino al fiume oppure grazie all’accoglienza degli abitanti, che mettono a disposizione secchi e tubi d’acqua dai balconi. Infine, dal 2013 il programma include anche la Tomatina Infantil, una versione pensata per i bambini tra i quattro e i quattordici anni che si tiene il sabato precedente in uno spazio dedicato e con quantitativi ridotti.
A cura della redazione
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