I vestiti in grafite che proteggono la pelle

Arrivano i vestiti in grafite riciclata: schermano dai raggi UV, rispettano le pelli delicate e trasformano gli scarti in capi etici

Unire guardaroba quotidiano, rispetto per la pelle e attenzione all’ambiente è una sfida complessa. Una nuova collezione di capi essenziali dimostra che l’innovazione tessile può nascere da materie prime inaspettate. Si tratta di una linea composta da una t-shirt e due felpe, battezzate g_tee, g_crew e g_hoodie. Questi capi trasformano polvere minerale di recupero in un autentico trattamento di benessere cutaneo.

Dalla matita al guardaroba contemporaneo

L’origine del progetto affonda le radici nella storia di Alisea, realtà vicentina attiva da oltre trent’anni nel riuso creativo degli scarti. Nel 2013 l’azienda ha lanciato Perpetua la Matita, valorizzando la grafite industriale destinata alla discarica. Da quell’intuizione è nato l’incontro con Matteo Ward, co-fondatore dello studio Wråd. L’obiettivo comune era portare quella visione rigenerativa nel mondo dell’abbigliamento.

Le prime sperimentazioni del tessuto rilasciavano colore sulla pelle, comportandosi esattamente come una matita su un foglio bianco. La soluzione è arrivata riscoprendo un’antica tradizione calabrese custodita a Monterosso Calabro. Le donne del borgo tramandavano oralmente una formula per fissare la grafite sui tessuti. Questa usanza popolare ha permesso di calibrare un processo industriale stabile e pulito.

Benessere cutaneo e protezione certificata

La formula brevettata g_pwdr Technology applica sui tessuti la grafite potenziata g upgraded in sospensione acquosa. L’effetto finale regala un grigio elegante e proprietà protettive certificate. I test mostrano una barriera contro i raggi solari con fattore UPF 50+. Si registra inoltre un forte abbattimento della carica batterica nelle ventiquattro ore. I dati evidenziano riduzioni fino al 99% sul poliestere e al 98,75% sul cotone.

I benefici non svaniscono dopo i normali lavaggi domestici. Le analisi del Centro di Cosmetologia dell’Università di Ferrara hanno confermato la tollerabilità del tessuto. Il trattamento risulta non irritante anche sulle persone con cute particolarmente sensibile.

Manifattura etica e produzione su richiesta

I capi nascono in Portogallo con cotone organico certificato, all’interno di distretti rinomati per la responsabilità etica e sociale. La lavorazione finale avviene in Italia attraverso la tintura in capo. Il tessuto viene tinto solo dopo la confezione, limitando sprechi e rimanenze invendute. Il bagno di colore richiede cinquanta gradi invece dei novanta previsti dai processi tradizionali.

La procedura impiega ausiliari chimici certificati ZDHC, garantendo un risparmio concreto di acqua ed energia. Come ricorda Susanna Martucci, fondatrice del brand, ogni capo tutela le risorse naturali e valorizza il lavoro umano.

Il debutto a Rimini

La capsule collection fa il suo debutto ufficiale a Rimini in occasione di Ecomondo, dal 3 al 6 novembre 2026. Alisea accoglie i visitatori allo stand 118 del Padiglione D2, presentando la linea accanto ai suoi iconici oggetti comunicanti. Matteo Ward approfondirà i dettagli dell’iniziativa il 3 novembre alle 16.30, all’interno della Bioeconomy Area nel Padiglione D1.

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