Biagiotti: nel nome di Roma

Da sempre la griffe s’ispira alla città eterna. E da sempre promuove il connubio tra moda e arte.

Laura e Lavinia, madre e figlia, binomio vincente, sono state il simbolo dell’eccellenza Italiana. Dal 2017 Lavinia, terza generazione, è Presidente e Ceo dell’Azienda di famiglia   

Dici Biagiotti e dici Italia. Dici Biagiotti e dici soprattutto Roma, la città eterna che da sempre è fonte d’ispirazione della Maison. Fondata nel 1965 da due donne: Delia Soldaini Biagiotti, già famosa per il suo atelier di abiti da sposa, e la figlia Laura Biagiotti, le quali presentano alla stampa la loro prima linea di pret à porter a Firenze nel 1972. La figlia di Laura, Lavinia, entra nell’azienda di famiglia nel 1997, e dal 2017 è il Presidente e Ceo.

Il lavoro svolto con la madre è stato un crescendo di successi a suggellare la fama di Laura, conosciuta in tutto il mondo con la definizione del New York Times “ The Queen of Cashemere” – La Regina del Cachemire -, filato da lei prediletto per le sue straordinarie creazioni in maglia: i mitici abiti “bambola”, le tuniche, i paltò, dove il bianco era, ed è ancora il colore preferito. Sinonimo di purezza, aria, luce, che riporta alle magiche atmosfere romane. Cosi come le fragranze, che già nel nome evocano la Capitale, dall’iconica Roma, fino all’ultima Forever, lanciata da Lavinia nel 2019, per la quale l’attrice e amica Laura Chiatti è interprete della campagna promozionale, ovviamente sullo sfondo di una magnifica Roma.

Biagiotti e Roma, un legame indissolubile e quasi ancestrale, reiterato sempre. Ne è la prova l’ultima spettacolare sfilata donna PE 2021, in Piazza del Campidoglio, palcoscenico unico al mondo per bellezza e simbologia. Il Gruppo Biagiotti ne ha restaurato la Scala Cordonata –  disegnata da Michelangelo – e i Due Dioscuri che la custodiscono. 

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“La storia della nostra azienda e quella della nostra famiglia sono intrinsecamente legate a Roma, in un gioco di rimandi tra etica ed estetica, che ricorda quello delle grandi famiglie rinascimentali”, dice Lavinia Biagiotti. “Il nostro amore viene raccontato dal profumo Roma di Laura Biagiotti, diventato nel tempo una fragranza iconica amata da milioni di donne e uomini in tutto il mondo. Roma porta con sé un fermento di eternità, lo stesso che la moda Biagiotti ricerca nelle sue collezioni fatte di eccellenza, di abiti che durano nel tempo guardando al futuro. Rinnovati stili di vita raccontano un’età di cambiamenti profondi, un nuovo modo di concepire il mondo e sé stessi. Abbiamo sempre pensato più che altro a restituire, a conservare capolavori irripetibili anche per superare il senso di mutabilità della moda: le pietre vanno oltre. Noi combattiamo sempre contro il tempo, e in fondo la moda è un foglio bianco sul quale disegnare il futuro“.

E in quest’ottica Laura era un’antesignana: ha infatti portato la moda italiana nel mondo. Già nel 1988 con la prima storica sfilata in Cina: centocinquanta abiti, indossati da trenta modelle cinesi, che hanno reso omaggio alle materie prodotte in quel Paese da secoli, quali sete e cachemire preziosi. Poi nel 1995 è stata la volta della Russia, nel mitico Grande Teatro del Cremlino,dove Laura Biagiotti è la prima stilista a sfilare a Mosca. E poi al Cairo nel 1997, ad Hannover, a Dubai, Shangai con sfilate e mostre dal grande impatto e significato.

La mamma Laura è stata una mamma speciale, un esempio e un faro che ha determinato la tua scelta di affiancarla, e continuare il suo lavoro. Hai mai pensato di fare “altro” ?


Mamma e io abbiamo lavorato fianco a fianco per 21 anni. Siamo state un duo inedito e, consentimi, vincente: abbiamo trovato la sintesi alchemica tra generazioni diverse, e creato un progetto inclusivo, fatto di incontri. Avevamo un’identità individuale precisa ma sapevamo essere intercambiabili. Fare le prove delle collezioni con lei era un’esperienza straordinaria. Un po’ come “andare a bottega” da un grande pittore nel Rinascimento. Ho imparato il mestiere guardando le sue mani sapienti, e rimanendo affascinata dalla sua abnegazione totale. Aveva un senso del dovere fortissimo: nel backstage della sfilata spesso capitava di provare per 12 ore di fila. Quando davamo segni di cedimento lei, con il suo inconfondibile garbo e la voce pacata, diceva: “siamo qui per migliorarci”.

Lavinia ha inoltre sempre condiviso con la mamma la grande passione per l’arte e la sua contaminazione con la moda, attraverso la ricerca e l’introduzione di citazioni nelle collezioni, e soprattutto numerose attività di mecenatismo, tra cui la sponsorizzazione del Piccolo Teatro di Milano, dove le collezioni Biagiotti sfilano in esclusiva dal 1998. E proprio da lì, nel febbraio 2020 è andata in scena la prima sfilata live streaming durante la settimana della moda milanese, che ha dovuto fare i conti con la consapevolezza della Pandemia.

Lavinia, come sarà la moda Post Covid secondo te?


La moda è l’impresa che ha nel suo DNA il gene della sperimentazione e del cambiamento: ogni 6 mesi, anzi ormai ogni 3, si vive una trasformazione radicale che nasce come processo creativo, e che diventa procedimento industriale. Ritengo che stiamo vivendo una metamorfosi epocale, innescata dalla rivoluzione digitale, che porta con sé la necessità di rivedere linguaggi e format. La moda ha reagito e sta reagendo agli effetti imprevisti, rapidissimi e dirompenti del Coronavirus, facendo leva su ciò che le è più congeniale: sperimentare e proporre nuovi format a livello creativo, finanziario e commerciale. Mai come adesso è essenziale (ri)stabilire una solida connessione con il territorio. Nel nostro caso stiamo lavorando e lavoreremo sempre di più con un “Made in Centro”, interagendo con laboratori di Lazio, Umbria, Toscana e Marche. È necessario, dunque, creare una prossimità geografica con i fornitori, e attuare piani per far fronte alla riorganizzazione delle catene di valore. In tempi come questi è altrettanto fondamentale connettere le nuove tecnologie ai saperi tradizionali, per trovare nuove alternative. C’è un aspetto che può risultare chiave per affrontare questo difficilissimo e delicatissimo passaggio: la capacità della moda di “disegnare il futuro”, e questo vale anche per le strategie.

  Altri progetti futuri ?

Mi piace pensare alla bellissima frase di Voltaire “Bisogna coltivare il proprio giardino” e quindi occuparci non solo del verde che ci circonda ma anche e soprattutto della bellezza che ci viene affidata in quanto imprenditori italiani. Dobbiamo essere sempre più testimonial e testimoni della bellezza del nostro Paese. Conservare l’arte è essa stessa una forma d’arte e di sostenibilità, e il brand Biagiotti è da anni impegnato in opere di restauro, a testimoniare che la moda non è solo spettacolo o appuntamento ma anche e soprattutto forza propulsiva della nostra economia. Con grande piacere abbiamo annunciato, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, un nuovo atto di mecenatismo: il restauro della Fontana della Dea Roma sulla Piazza del Campidoglio. Un tributo alla Città Eterna che si aggiunge al restauro già realizzato dal Gruppo Biagiotti della Scala Cordonata e dei due Dioscuri “ .

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