Burberry celebra i 170 anni dell’iconico trench con una mostra a Londra
Un viaggio immersivo tra archivi storici e passerelle per scoprire come il trench firmato Burberry è diventato un’icona
Per festeggiare il centosettantesimo anniversario della nascita di Burberry, il Victoria and Albert Museum di Londra allestirà un’imponente esposizione intitolata The Burberry Trench: Crafting an Icon. L’evento si terrà dal 21 settembre 2026 al 3 gennaio 2027 all’interno della Prince Consort Gallery presso il V&A South Kensington. Questo spazio di eccezionale fascino storico, solitamente chiuso al pubblico e in passato destinato a custodire la collezione tessile del museo, accoglierà la grande retrospettiva.
La mostra, ad ingresso totalmente gratuito, si inserisce in una strategia culturale di ampio respiro e fa da apripista alla futura inaugurazione di The Burberry Gallery, prevista per l’autunno del 2028. Tale progetto segnerà il completo rinnovamento delle gallerie del V&A dedicate alla moda grazie a un importante finanziamento nell’ambito di una collaborazione pluriennale tra il museo e la casa di moda britannica.
Dall’invenzione del gabardine all’architettura sartoriale del capo

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni, a partire da Invention, incentrata sulle radici pionieristiche dell’indumento. La svolta fondamentale risale al 1879, quando il fondatore Thomas Burberry registrò il brevetto del gabardine di cotone, un tessuto idrorepellente e traspirante ideato per sostituire le rigide e pesanti cerate dell’epoca. Pensato inizialmente per cacciatori, esploratori e aviatori, il materiale fu scelto dall’esploratore irlandese Sir Ernest Shackleton per le sue storiche spedizioni in Antartico e divenne il soprabito d’ordinanza degli ufficiali dell’esercito britannico durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. Proprio dal contesto bellico delle trincee deriva la denominazione trench coat, capo che dalle battaglie giunse poi al cinema di Hollywood, trasformandosi nell’uniforme stilistica di figure iconiche come Humphrey Bogart in Casablanca e Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany.
La seconda area dell’esposizione, intitolata Craft, analizza nel dettaglio l’architettura sartoriale e la maestria artigianale della struttura. Attraverso documenti rari, campioni di laboratorio e modelli d’epoca, i visitatori possono studiare la funzionalità di ogni singolo elemento: la mantellina posteriore ideata per far scivolare l’acqua piovana, le mostrine sulle spalle per agganciare gradi e borracce, gli anelli a D sulla cintura destinati a sostenere mappe e attrezzatura da campo, oltre alla patta frangivento e al cinturino sottogola per garantire la protezione nelle giornate di tempesta. Accanto a queste soluzioni tecniche risalta la cura dei dettagli, tra cui la celebre fodera a scacchi House Check introdotta negli anni Venti e il colletto rifinito a mano con oltre cento punti d’ago per assicurare una perfetta curvatura attorno al collo.
Venticinque anni di sfilate e i tesori mai visti dell’archivio Burberry

L’ultima sezione, denominata Creativity, esplora il presente e il futuro del marchio raccogliendo diciannove outfit emblematici tratti dalle sfilate degli ultimi venticinque anni. Il percorso mostra le reinterpretazioni dei vari direttori creativi, tra cui le versioni eccentriche di Christopher Bailey come il trench in seta metallizzata rosa della collezione Primavera/Estate 2013 e il modello con specchietti ricamati dell’Autunno/Inverno 2015. Figurano anche le proposte recenti dell’attuale Direttore Creativo Daniel Lee, tra cui un modello femminile in maglia jacquard viola con motivi barocchi e frange presentato per l’Inverno 2025, dimostrando come questo capo rappresenti una vera e propria tela bianca per la sperimentazione artistica tra variazioni di volume, pelli pregiate e dettagli di alta moda.
Ad arricchire il percorso espositivo vi sono materiali d’archivio mostrati per la prima volta al pubblico, tra cui cataloghi di moda femminile degli anni Trenta e Quaranta, schizzi, figurini d’epoca e il car coat personale del designer britannico Hardy Amies risalente al 1979. A proposito della mostra, Oriole Cullen, Senior Curator per la moda e i tessuti al Victoria and Albert Museum, ha dichiarato che «la collaborazione con l’Archivio Burberry permette di raccontare la parabola di un simbolo autentico dello stile britannico, capace di superare la prova del tempo e di evolversi costantemente a più di un secolo dalla sua creazione». Inoltre Carly Eck, Brand Curator di Burberry, ha sottolineato come «l’esposizione rappresenti un’occasione unica per offrire al pubblico un viaggio immersivo nell’eredità della maison, unendo l’innovazione tecnica dei primi del Novecento con la creatività contemporanea». L’evento dimostra come il trench Burberry non sia un semplice abito, bensì una testimonianza viva di come la funzionalità possa trasformarsi in un’icona culturale capace di attraversare epoche e stili mantenendo intatta la propria forza espressiva.
A cura della redazione
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