Cucina italiana patrimonio UNESCO, successo mondiale
Un riconoscimento storico ha celebrato la cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO, coinvolgendo esperti, istituzioni e protagonisti della cultura gastronomica in un evento globale ricco di significato

Le 320 delegazioni e legazioni dell’Accademia Italiana della Cucina distribuite nei diversi Paesi del mondo hanno dato vita a una celebrazione internazionale dedicata al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, organizzando una cena ecumenica speciale e altamente simbolica.
La delegazione di Cremona, guidata da Vittoriano Zanolli, ha condiviso questo momento importante con il critico enogastronomico Edoardo Raspelli presso il Ristorante del Golf. Accanto a loro ha preso parte anche la docente di storia Carla Bertinelli Spotti, esperta delle tradizioni culinarie cremonesi e autrice di numerose pubblicazioni dedicate a questo ambito.
Il valore del riconoscimento internazionale
L’UNESCO, organizzazione con sede a Parigi, ha promosso nel tempo la tutela non solo dei beni materiali ma anche delle tradizioni immateriali, includendo pratiche sociali, riti e competenze artigianali tramandate nel corso delle generazioni.
Nel settore gastronomico, l’Italia ha già ottenuto importanti riconoscimenti come la Dieta Mediterranea, l’Arte del Pizzaiolo napoletano e la Cerca e cavatura del tartufo, risultati che hanno rafforzato il prestigio culturale del Paese.
Un traguardo che rappresenta l’identità italiana
L’Italia ha raggiunto un risultato unico ottenendo il riconoscimento per l’intera cucina nazionale, un traguardo che ha esaltato l’identità e la cultura del territorio. La cucina italiana ha rappresentato molto più di semplici ricette: ha espresso tradizione, lavoro, cultura e valore sociale.
L’UNESCO ha riconosciuto la cucina italiana come un vero e proprio stile di vita, fondato sulla condivisione, sull’attenzione agli ingredienti e sulla trasmissione delle conoscenze tra generazioni.
“La cucina italiana quale insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale”.
“La cucina italiana si sviluppa sia a livello domestico […] sia in modalità più strutturata, grazie a figure come cuochi e gastronomi”.
I protagonisti del progetto
La candidatura ha preso forma grazie al lavoro congiunto di Accademia Italiana della Cucina, Fondazione Casa Artusi e la rivista La Cucina Italiana.
Tra i principali protagonisti hanno contribuito Paolo Petroni, Laila Tentoni e Maddalena Fossati Dondero, che ha ideato per prima l’iniziativa.
Il progetto ha coinvolto anche il professor Massimo Montanari e Pier Luigi Petrillo, esperto nel campo della documentazione UNESCO. Gianmarco Mazzi ha coordinato le attività insieme al ministero dei Beni Culturali, mentre Liborio Stellino e Annamaria Nastri hanno offerto un contributo rilevante.
Tradizione autentica e interpretazioni scorrette
Il riconoscimento ha valorizzato in modo particolare la cucina della tradizione familiare, distinguendola chiaramente da interpretazioni come il “fine dining”.
Alcune comunicazioni promozionali hanno cercato di associare impropriamente il riconoscimento a marchi o standard di qualità per ristoranti, generando confusione. Questi comportamenti hanno rischiato di distorcere il significato autentico del risultato ottenuto.
Uno stimolo per il futuro
Il riconoscimento ha confermato il lavoro svolto dall’Accademia Italiana della Cucina fin dalla sua fondazione, rafforzando il legame tra gastronomia e identità sociale.
Questo successo ha rappresentato un punto di partenza per fare ancora meglio, valorizzando sempre di più la tradizione, la cultura e il patrimonio culinario italiano nel mondo.
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