Europa segreta, le dodici mete che sfuggono al turismo di massa
Tübingen conquista la classifica delle destinazioni più sorprendenti del 2026, mentre l’Italia entra quattro volte nella selezione con luoghi che uniscono borghi storici, paesaggi naturali, tradizioni e memorie ormai quasi dimenticate
Per chi vuole viaggiare senza ritrovarsi immerso nelle folle delle destinazioni più conosciute, l’Europa conserva ancora una lunga serie di luoghi capaci di sorprendere. Borghi medievali, piccole isole, villaggi remoti, cascate e paesi segnati da vicende drammatiche compongono una mappa alternativa del continente, lontana dalle mete che dominano abitualmente le classifiche del turismo internazionale. La selezione delle dodici “Best Treasure Destinations in Europe” per il 2026 punta proprio su queste realtà meno scontate.
European Best Destinations ha raccolto nella graduatoria località molto diverse tra loro, accomunate dalla presenza di un patrimonio storico, culturale o naturalistico particolarmente significativo. Al primo posto compare Tübingen, in Germania, mentre l’Italia ottiene un risultato di rilievo con quattro destinazioni. Tra queste figurano Isola San Giulio, Alberobello, il Lago di Resia e Craco, quattro luoghi completamente differenti che mostrano quanto possa essere vario il patrimonio italiano al di fuori delle grandi città d’arte e delle località più frequentate.
Tübingen apre la classifica tra fiume, università e storia
La prima posizione spetta a Tübingen, città del Baden-Württemberg caratterizzata da una forte presenza universitaria. Gli studenti rappresentano una parte consistente della popolazione e contribuiscono a creare un’atmosfera dinamica, che convive con un centro storico ricco di edifici tradizionali. Le case a graticcio, le piazze e le strade del centro raccontano secoli di storia, mentre il fiume Neckar aggiunge un elemento distintivo al paesaggio urbano.
Proprio sul Neckar si trova una delle tradizioni più caratteristiche della città: le Stocherkähne, imbarcazioni lunghe e strette che gli abitanti conducono utilizzando una lunga pertica. Queste barche rappresentano per Tübingen una tradizione profondamente radicata nella vita locale, più che una semplice attrazione turistica. Dal fiume si possono osservare le facciate storiche e la Hölderlinturm, la torre nella quale visse il poeta Friedrich Hölderlin. Il centro storico, invece, invita a una visita a piedi tra vicoli, edifici colorati e scorci sul Neckar.
Al secondo posto compare Motovun, in Istria, un antico borgo arroccato sopra la valle del fiume Mirna. Le mura e gli edifici in pietra delineano un centro storico dal forte carattere medievale, dominato dal campanile. Il paesaggio circostante aggiunge però un’altra ragione per visitarlo: la foresta di Motovun è famosa per la presenza del tartufo bianco istriano. Con l’arrivo della stagione autunnale, il borgo assume una dimensione gastronomica ancora più importante grazie ai tartufi e ai vini prodotti nei vigneti circostanti.
L’Italia conquista quattro posti con luoghi molto diversi
La prima destinazione italiana della classifica arriva al terzo posto e si trova nel Lago d’Orta. Si tratta di Isola San Giulio, una piccolissima porzione di terra che si può attraversare seguendo un percorso ad anello. La passeggiata prende il nome di Via del Silenzio e della Meditazione e accompagna i visitatori lungo un itinerario caratterizzato da messaggi dedicati alla riflessione e al raccoglimento.
La Basilica di San Giulio domina l’isola, affiancata dagli edifici del monastero benedettino. L’atmosfera differisce profondamente da quella delle isole più mondane dei grandi laghi italiani. Qui il principale elemento di attrazione coincide proprio con la tranquillità del luogo e con il rapporto diretto tra patrimonio religioso, acqua e paesaggio. L’isola si raggiunge in pochi minuti di navigazione da Orta San Giulio, borgo affacciato sulla sponda orientale del lago.
La seconda presenza italiana conduce invece in Puglia, ad Alberobello, celebre soprattutto per i suoi trulli. Dietro l’immagine da cartolina si nasconde però una tecnica costruttiva molto particolare. Gli edifici utilizzano pietre calcaree sovrapposte a secco, senza malta, secondo una tradizione che ha permesso a queste abitazioni di adattarsi alle caratteristiche del territorio.
I caratteristici tetti conici utilizzano lastre di pietra chiamate chianche o chiancarelle. Su alcune coperture compaiono simboli dipinti, mentre sistemi di raccolta consentono di convogliare l’acqua piovana verso cisterne sotterranee. Alberobello rappresenta quindi non soltanto una destinazione fotografata in tutto il mondo, ma anche una testimonianza dell’ingegnosità dell’architettura tradizionale pugliese.
La classifica prosegue con Meteora, nella Grecia centrale, dove monasteri ortodossi sorgono sulla sommità di enormi formazioni rocciose. I primi eremiti raggiunsero l’area molti secoli fa, alla ricerca di luoghi isolati nei quali dedicarsi alla vita religiosa. Nei secoli successivi sorsero numerosi monasteri, mentre oggi ne rimangono sei ancora attivi.
Il contrasto tra le pareti verticali delle rocce e gli edifici religiosi costruiti sulle loro sommità rende Meteora uno dei paesaggi più spettacolari della Grecia. Prima della realizzazione delle moderne vie di accesso, monaci ed eremiti affrontavano percorsi estremamente difficili per raggiungere i monasteri. Oggi sentieri, strade e scalinate consentono di visitare l’area, che conserva comunque il suo carattere particolare.
Villaggi, cascate e paesaggi lontani dalle rotte principali
Fiskardo, sull’isola greca di Cefalonia, occupa un’altra posizione della graduatoria. La sua particolarità deriva soprattutto dalla capacità di conservare edifici storici che altrove sull’isola sono scomparsi. Il devastante terremoto che colpì Cefalonia nel 1953 distrusse numerosi centri abitati, mentre Fiskardo rimase in gran parte intatto. Nel villaggio sopravvivono così abitazioni dalle facciate color pastello e dai tetti in tegole, legate alla tradizione architettonica veneziana.
Il porto rappresenta il cuore del paese, mentre nelle vicinanze si trovano baie come Foki ed Emblisi. La località offre dunque una combinazione particolare di mare, architettura e memoria storica. Spostandosi invece verso la Bosnia ed Erzegovina, la classifica conduce alle cascate di Kravice, nei pressi di Ljubuški. Il fiume Trebižat forma una serie di spettacolari salti d’acqua che precipitano in un’ampia conca naturale circondata dalla vegetazione.
Durante i mesi più caldi, le acque ai piedi delle cascate possono trasformarsi in una piscina naturale molto apprezzata dai visitatori. Il paesaggio rende Kravice una delle principali attrazioni naturalistiche dell’Erzegovina e offre un’alternativa alle località più conosciute della regione.
In Portogallo compare invece Monsaraz, piccolo borgo fortificato dell’Alentejo affacciato sul lago di Alqueva. Le mura, le case bianche e le costruzioni in pietra conservano un’atmosfera medievale particolarmente suggestiva. La destinazione presenta però una caratteristica che emerge soprattutto dopo il tramonto: il territorio rientra nell’area Dark Sky Alqueva, riconosciuta per la qualità del cielo notturno.
A Monsaraz il viaggio può quindi continuare anche dopo il tramonto, quando il cielo diventa parte integrante dell’esperienza. L’assenza di un’illuminazione artificiale eccessiva favorisce infatti l’osservazione delle stelle, offrendo una prospettiva completamente diversa sul borgo e sul paesaggio circostante.
Il campanile sommerso nel lago
Tra le destinazioni italiane più suggestive compare il Lago di Resia, in Alto Adige, conosciuto per il campanile che emerge dalle sue acque. La torre apparteneva all’antico abitato di Curon, che scomparve quando la realizzazione del bacino artificiale portò alla sommersione del vecchio paese. Case, strade e terreni finirono sotto l’acqua, mentre il campanile rimase visibile.
Quella torre è diventata nel tempo il simbolo del lago, ma rappresenta anche la memoria di una trasformazione che costrinse numerosi abitanti a lasciare le proprie case. Attorno al campanile è nata inoltre una leggenda secondo cui, in determinate giornate, si potrebbero ancora sentire le campane. La storia reale del paese sommerso rende il paesaggio molto più complesso della semplice immagine da cartolina.
La Francia entra nella classifica con Pérouges, borgo medievale situato non lontano da Lione. Le strade lastricate, le abitazioni in pietra e mattoni e le antiche case dei mercanti conservano una struttura urbana particolarmente compatta. A differenza di molti centri trasformati esclusivamente in attrazioni turistiche, Pérouges continua a essere abitata. Tra le specialità locali spicca la galette de Pérouges, preparazione dolce nata all’inizio del Novecento.
Ancora più remoto appare Gásadalur, nelle Isole Faroe. Il piccolo villaggio dell’isola di Vágar rimase a lungo isolato e per molti anni gli abitanti dovevano attraversare un difficile percorso montano per raggiungerlo. L’apertura di un tunnel stradale ha cambiato la situazione, ma il villaggio conserva un aspetto estremamente raccolto. La protagonista del paesaggio è Múlafossur, cascata che precipita dalla scogliera direttamente verso l’Atlantico.
Il paese fantasma di Craco
La dodicesima e ultima posizione torna infine in Italia, in Basilicata, con Craco. L’antico borgo della provincia di Matera ha perso i suoi abitanti dopo una serie di problemi legati alla stabilità del terreno e alle frane. Oggi il centro storico conserva edifici vuoti, strade deserte e strutture segnate dal tempo. Craco rappresenta così la versione più inquietante delle destinazioni selezionate: un luogo nel quale l’abbandono ha trasformato il paesaggio in una testimonianza della storia.
Il fascino di Craco ha attirato anche diverse produzioni cinematografiche, che hanno utilizzato il borgo e i suoi dintorni come scenografia. Le condizioni degli edifici impongono però percorsi regolamentati e visite organizzate, perché l’antico centro non offre le condizioni di sicurezza di un normale paese abitato.
La graduatoria racconta, nel complesso, un’Europa lontana dalle destinazioni più prevedibili. Dalle acque del Lago d’Orta alle rocce di Meteora, dalle cascate bosniache ai villaggi delle Isole Faroe, ogni località propone un’esperienza legata a una caratteristica difficilmente replicabile. L’Italia, con quattro presenze, emerge in modo particolare: Isola San Giulio punta sul silenzio, Alberobello sull’architettura, il Lago di Resia sulla memoria e Craco sull’abbandono. Un mosaico di luoghi che dimostra come le mete più sorprendenti possano trovarsi anche lontano dalle strade turistiche più battute.
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