Jiulia Roberts sbarca al Lido con After the Hunt

Per qualche inspiegabile cortocircuito del destino, Julia Roberts non aveva mai calcato il red carpet del Palazzo del Cinema. Un’assenza che suonava quasi come una svista collettiva. Ma ora si rimedia, e lo si fa in grande stile.
Julia Roberts arriva finalmente alla Mostra del Cinema di Venezia, e lo fa con quella grazia disarmante che è la sua firma da sempre. Non è solo una star: è un’epoca, un’immagine, un’idea di donna. E ora, è anche un evento.

Dal 27 agosto al 6 settembre, la Laguna si trasforma in un set dorato, affollato di stelle, fotografi e scandali sottovoce. Hollywood manda la sua fanteria migliore, l’Europa risponde con stile, e l’Italia ci mette il cuore – come sempre. Ma l’arrivo di Pretty Woman a Venezia ha il sapore di una prima volta che si ricorderà per sempre.

La Roberts non viene per una passerella vuota. Porta con sé After the Hunt, il nuovo film di Luca Guadagnino, uno dei registi italiani più audaci degli ultimi vent’anni. Un thriller psicologico che scava dentro le zone d’ombra del potere accademico, dentro i silenzi complici e le verità scomode.

Lei è Alma, docente stimata di un’università d’élite, una donna che ha costruito la sua reputazione tra biblioteche di mogano e dibattiti brillanti. Ma quando un collega viene accusato di molestie da una studentessa, si ritrova al centro di una tempesta morale che le chiede di scegliere: la verità o l’istinto di protezione?

Al suo fianco, Andrew Garfield, volto denso e versatile, capace di reggere l’intensità senza rubare la scena. Guadagnino li orchestra con quel suo gusto sensuale e inquieto, tra luci morbide e dialoghi affilati.

C’è molta attesa, sì, ma c’è anche un messaggio. After the Hunt si inserisce nella corrente ancora viva del #MeToo, ma lo fa con intelligenza narrativa, senza schiamazzi o proclami. Piuttosto, apre domande. Cosa siamo disposti a perdonare ai nostri idoli? Quanto pesa la verità quando mette in crisi ciò che amiamo?

Roberts affronta il ruolo con uno sguardo nuovo, più maturo, più sporco, meno accomodante. Non è la fata dei romanticismi anni ’90: è una donna che sa, che ha vissuto, che non ha più voglia di piacere a tutti. Ed è proprio per questo che incanta.

Ci saranno decine di altri nomi in arrivo, certo. Registi da culto, dive europee, promesse italiane e veterani da Oscar. Ma Julia Roberts in Laguna è un’eccezione che riscrive la regola.

Perché non basta il talento. Ci vuole quella luce negli occhi, quella naturalezza teatrale che pochi ancora possiedono. E lei, semplicemente, ce l’ha.

Il conto alla rovescia è già cominciato. Il Lido la aspetta. E stavolta, con il vestito buono.

A cura di Veronica Aceti

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