Per il centenario di Pierre Cardin, il nipote guida la rivoluzione
Rodrigo Basilicati Cardin, in occasione della sfilata dai cento anni dalla nascita di Pierre, racconta i nuovi progetti. Tessuti nuovi, legati a prodotti di scarto di dispositivi di protezione di satelliti e grigli di scarto. Nasce Robe de l’Espace.
Sono passati due anni dalla morte del grande stilista italiano, ma naturalizzato francese, Pierre Cardin, originario di San Biagio di Callalta, e trasferitosi con la famiglia in Francia a due anni, nel 1924, poiché antifascisti. Quest’anno si festeggia il centenario dalla nascita e il grande Pierre lo ha mancato per un soffio.

Ma nell’atmosfera veneziana, che tanto si addice allo stile e alla provenienza di Cardin, è il nipote Rodrigo Basilicati Cardin, presidente e direttore creativo della maison parigina, a fare gli onori di casa, non trascendendo dagli slogan e dagli imperativi della sua dinastia. A Ca’ Bragadin, nella Serenissima (e a soli venti chilometri da dove era nato), è andata in scena la sfilata della Cent Collection by Pierre Cardin.
Una splendida residenza storica nel Sestiere di Santa Croce, sala da ballo preferita da Casanova, che il delfino di Christian Dior acquistò più di 40 anni fa. Oltre al celebre manteau rouge plissettato, si guarda avanti con la serie Robe de l’espace, tessuti super innovativi, già in uso come dispositivi di protezione dei satelliti, griglie di scarto cedute da Thales Alenia Space. Ma quello che vuole fare il nipote è ricostruire un team artistico di livello, di ritorno dalle vacanze.
«Dopo l’estate prenderò il mio bastone da pellegrino e con il mio team stilistico, un giapponese, un italiano, un polacco, che con lo zio hanno lavorato per decenni, faremo una ricognizione delle fabbriche — Messico, Stati Uniti, Gerusalemme, Tel Aviv — dimostrando che si può fare tutto con i nuovi tessuti eco-responsabili», ha dichiarato Basilicati Cardin al Corriere della Sera. Come disse Pierre: «Abbiamo inventato tutto-ripeteva- la vera rivoluzione sarà nei tessuti».







