Lo zenit perfetto di Massimo Sestini

La monumentale bellezza dell’Italia, vista dall’obiettivo del fotografo Massimo Sestini, durante il lockdown e non solo.

Se ne stanno lì, tutti con il naso all’insù, sorpresi all’improvviso dal rumore di un elicottero, e da quello del “click” di una macchina fotografica che non hanno nemmeno sentito. Scoprono poi di essere stati immortalati da Massimo Sestini. La foto in questione è quella che ritrae i migranti sul barcone, portati in salvo durante l’operazione Mare Nostrum nel 2014.

L’anno successivo lo scatto ha vinto il World Press Photo, e la fotografia zenitale è diventata la firma del suo fotografo. Abbiamo incontrato Massimo Sestini, che ci ha raccontato della sua professione e della sua particolare tecnica.

Mentre l’Italia era ferma in pieno lockdown, la tua macchina fotografica non ha smesso di scattare. Ci racconti l’ultimo reportage?

Ho viaggiato di città in città per realizzare il numero speciale La Bella Italia, pubblicato da Chi qualche settimana fa. Ero solo quando mi muovevo, avevo la sensazione di essere nella terra di nessuno, specialmente in autostrada. Ho avuto l’opportunità di avere le piazze più belle del nostro Paese, di ritrarre le loro statue in esclusiva. Parliamo delle figure di Leopardi, Dante, Manzoni, Leopoldo I e altri, a tratti ne ho percepito i pensieri, la personalità e l’anima.

Massimo Sestini Milano autoritratto davanti allo specchio con la Canon che scatta in volo © copyright Massimo Sestini

Tra tutte, la piazza che ti ha lasciato l’emozione più grande?

Piazza Santa Croce, con la statua di Dante cui è legato un altro lavoro. Inoltre, qui, a Firenze il 23 giugno, presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova, sarà inaugurata l’esposizione che prende il titolo dal progetto della scrittrice Camilla Baresani “Indispensabili infermieri”. È un onore vedere le mie foto esposte lungo il corridoio dell’ospedale più antico del mondo, dove Leonardo praticava le sue autopsie e i suoi studi di anatomia. Soprattutto, dedico agli infermieri questa mostra, sono sempre in prima linea, instancabili, i loro salari sono bassi, rischiamo ogni giorno la vita e in questo periodo di emergenza insieme ai medici sono i nostri eroi.

Ritorniamo al progetto di Dante. 

Il 2021 sarà l’anno di Dante. Per celebrare il settimo centenario dalla morte, realizzerò un reportage che parte da Firenze per arrivare a Ravenna. La mostra sarà inaugurata il prossimo gennaio e poi, viaggerà nel mondo per far conoscere la storia e la figura carismatica del poeta. 

Quando hai iniziato a raccontare il mondo dal cielo, cogliendo la prospettiva zenitale?

I primi servizi sono legati agli scatti della Moby Prince e agli attentanti ai giudici Falcone e Borsellino. Sono nati dall’esigenza di raccontare i fatti da un altro punto di vista e prospettiva uscendo dallo schema canonico dei reportage che tutti i giornali potevano pubblicare. Ho continuato a percorrere questa strada, grazie anche alla collaborazione nata e consolidata nel tempo con la Polizia di Stato. In questo modo ho potuto narrare il Giubileo del 2000, del G8 a Genova, i funerali di Papa Wojtyla, l’operazione Mare Nostrum.. Attualmente, è itinerante nel mondo la mostra “Italy-Twilight Skylines from Police helicopters”, una raccolta di foto aeree realizzate catturando la luce all’alba e al tramonto della nostra bellissima Italia. 

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