Reportage: magica Praga anche a tavola
La capitale della Repubblica Ceca prende per la gola i buongustai con le sue specialità gastronomiche, con i suoi dolci, le sue 470 birre e i suoi vini.
Praga, Boemia e Moravia. E subito si pensa ad atmosfere lontane, città storiche, grandi casate, antichi castelli, preziosi cristalli, festival culturali. Eppure c’è un’altra Repubblica Ceca a fare gola al turista. Non molto conosciuta, davvero tipica, fatta di sapori decisi e ingredienti genuini, la cucina ceca è tutta da scoprire. E assaggiare.

Perché ad approdare in tavola, tra profumi suadenti, sapori ora delicati ora piccanti, piatti robusti e dolci irresistibili è l’anima solida ma gourmet del Paese. Spesso, se non quasi esclusivamente, decantata per i suoi grandi vanti storici, artistici e culturali, la Repubblica Ceca ha in realtà di che soddisfare non solo la fame dell’intelletto. A sedurre l’occhio ci pensano paesaggi di sogno e uno straordinario patrimonio architettonico, a sedurre la mente le numerosissime testimonianze storiche, le tracce lasciate da grandi artisti e intellettuali.
Ma in Repubblica Ceca coltivare l’anima è un esercizio anche del palato. E si, in questo senso è pur vero, a solleticarlo c’è ben altro che l’ottimo pane fatto in casa. La gastronomia ceca è unica e ancora tutta da scoprire. Di città in villaggio, dalle pianure ai monti, dai fiumi ai laghi ricette sempre nuove, dove l’unico ingrediente comune è la tradizione. Non resta che setacciare il territorio in lungo e in largo, seguendo il richiamo della gola, i profumi di grandi cucine e piccoli focolari che raccontano storia, tradizioni e umori del Paese. Quella ceca è una cucina di terra e di acqua, rigorosamente autoctona, ancora genuina e sincera.Â
Ce n’è da riempire pagine intere e da imbandire tavole infinite. Dall’antipasto al dessert, la tradizione si amalgama con ingredienti di stagione e naturali per tradursi in pietanze dolci e salate, piatti poveri o regali, specialità che profumano di fiume o di bosco. La maratona del gusto comincia solitamente con una zuppa calda, proposta in infinite varianti, a seconda della zona. Là dove abbonda la selvaggina, elemento assai presente nella tradizione culinaria ceca, è facile trovare la minestra di fagiano. I secondi sono i veri sovrani, su cui non mancano mai, come contorno, i tipici gnocchi, che qui si chiamano Knedlik serviti in succulenti piatti unici, a base di arrosti, spezzatini, stufati, selvaggina e volatili ripieni.
Per chi preferisce il pesce, non c’è che l’imbarazzo della scelta: anguilla marinata, trota alla mugnaia, alla griglia, alle mandorle o alla salsa di noci e poi sua maestà la carpa, proposta alla birra, al vino, marinata, in insalata, in blue (con verdura, aceto e spezie), impanata, ai ferri. Non temano nemmeno i vegetariani e gli animalisti: la campagna ceca è prodiga di ottimi ortaggi ed erbe spontanee, la cucina rurale abbonda di ricette a base di uova, di gustosi formaggi e di specialità vegetariane. Quanto ai formaggi, non si possono perdere quelli celebri di Olomuc. L’Olomoucke tvaruzky, una sorta di ricotta stagionata, è uno dei più aromatici e apprezzati, unico per sapore e odore (decisamente forte e per alcuni sgradevole, ma certamente caratteristico). I formaggi di Olomuc vengono proposti anche «imbottiti» di salame, insaporiti con paprika e fritti. Tra gli altri vanti caseari, anche il formaggio blu, tipo roquefort, il Gran Moravia a lunga stagionatura e i formaggi caprini della regione di Zlin. Un pranzo pantagruelico, robusto e gustoso, in perfetto stile ceco insomma, non può che chiudersi in bellezza con dolci all’altezza. Famosissime sono le focaccine ripiene di tenera ricotta di Olomuc, guarnite con mandorle e uva passa. Nel carrello dei dolci non mancano infine torta di mele, panforte, dessert al liquore, torta di prugne, tronchetto al sambuco e naturalmente i tipici gnocchi dolci di semolino ripieni di prugna e le omelette di patate ripiene di marmellata e semi di papavero.
Oltre ai cibi, rivendicano la loro parte anche alcuni «vanti liquidi». Il posto d’onore spetta però indubbiamente alla birra ceca, nota e apprezzata in tutto il mondo. Chi non ha mai sentito parlare o bevuto, apprezzandola, una Pilsner o una Budweiser? La birra scorre a fiumi e non è un modo di dire: i cechi, quanto a consumi, oggi detengono il primato mondiale con oltre 160 litri pro capite. I tipi di birra prodotti sono oltre 470. Ci sono persino birre al caffè, alla ciliegia e, nel periodo dell’Avvento, alla vaniglia. La birra è soprattutto tradizione, cultura e storia. In anni recenti però, all’ombra della bevanda nazionale si è fatto strada il vino, prodotto fin da tempi antichissimi. Dopo aver affinato le arti della viticoltura, i produttori hanno saputo conquistare il mercato anche oltre i confini nazionali. E così ora nelle bellissime campagne morave e boeme, pur nella preponderanza di vitigni locali, cominciano a comparire anche nuove qualità , in risposta alle mode d’oltreconfine.
Per chiudere in bellezza, ma anche per aiutare la digestione, la maratona del gusto in terra ceca non può che concludersi con un bicchierino di liquore o di distillato, la cui produzione artigianale è molto diffusa. Infine una curiosità per gli italiani. La storia del più grande produttore ceco di distillati, la Stock Plzen-Bozkov, comincia nel porto di Trieste, in epoca austro-ungarica.







