Social Freezing, come preservare la fertilità della donna

La tendenza del Social Freezing per preservare la fertilità della donna, ora decolla anche in Italia.

Alla base c’è l’emancipazione femminile, poi, ogni donna ha la sua storia. Attraverso la pratica di Social Freezing, la donna preserva la sua feirtlità. Poi, siamo tutte d’accordo: nelle ultime ore la notizia della top model Bianca Balti divide il pensiero della società. Ma questa è solo un altro aspetto della pratica.

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A tal proposito un approfondimento arriva dalla Clinica IVI. Presente in nove Paesi al mondo con oltre 65 cliniche. “Nel nostro Paese, in cui l’età media delle donne alla nascita del primo figlio è la più alta in Europa, è in aumento il numero di donne over 40 che decidono di diventare madri, sia in Italia sia all’estero – spiega la Dott.ssa Daniela Galliano, medico chirurgo in ginecologia, ostetricia e medicina della riproduzione, Direttrice della clinica IVI di Roma – Tutto questo conferma che le donne non hanno perso il desiderio di maternità ma, semplicemente, spesso sono “costrette” a rimandarlo. La preservazione della fertilità è una sorta di rivoluzione sociale: le donne hanno la possibilità di compiere una scelta consapevole e informata per il loro futuro, hanno il potere di controllare il proprio tempo biologico e possono godere di autonomia riproduttiva perché attraverso queste tecniche è possibile prevenire una vera e propria patologia – come definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – che è l’infertilità.”

Come funziona il Social Freezing?

Il social freezing, è la possibilità per qualsiasi donna, anche single, di congelare i propri ovociti. Senza dover dare spiegazioni sulle ragioni della scelta o sulla sua situazione sentimentale.

Social Freezing, come preservare la fertilità della donna
Social Freezing, come preservare la fertilità della donna

Social Freezing o “congelamento”. Meglio ancora, “vitrificazione” degli ovociti, è una procedura simile a quella del vetro. In sostanza, si preleva una cellula uovo matura, si pone in una provetta e si immerge in una sostanza che vitrifica in pochi secondi. Volendo è come con le gocce di ambra che incapsulano per milioni di anni esseri viventi antichissimi.

Quindi, la cellula, una volta vitrificata, è congelata ed inserita in cannucce immerse a -180 gradi prima in vapori e poi in azoto liquido. Qui, può stare potenzialmente decenni. Con questa nuova procedura, inventata da Ana Cobo, direttrice dell’Unità di Criobiologia di IVI Valencia, la probabilità di sopravvivenza dell’ovocita è altissima, intorno al 90-95%.

Soprattutto, è una procedura semplice: dal momento che è necessario prelevare un buon numero di ovociti. Si stimola farmacologicamente la donna con una terapia ormonale per circa due settimane. Si monitora ecograficamente la crescita dei follicoli. Quando questi sono maturi, si prelevano con una ecografia transvaginale

Unica differenza è che qui si usa un adattatore con un ago per pungere ed aspirare i follicoli che contengono gli ovociti. Un processo che si svolge in una leggera anestesia e dura circa 5-7 minuti. Post procedura, la donna nei giorni seguenti riprende la sua vita normalmente. Mentre, il ciclo mestruale riparte dopo circa dieci giorni senza conseguenze.

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