Alla scoperta delle dimore storiche venete
In Veneto la cultura si apre tra archivi, ville e castelli
La Giornata nazionale promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane torna il 25 maggio anche in Veneto, con decine di ville, palazzi, giardini e castelli pronti ad aprire gratuitamente le porte.
L’iniziativa, realizzata da Adsi – Associazione Dimore Storiche Italiane, si svolge con il patrocinio della Regione del Veneto e dell’Irvv – Istituto Regionale per le Ville Venete. In questa data simbolica, i visitatori potranno riscoprire un patrimonio artistico e paesaggistico di inestimabile valore.
L’importanza sociale ed economica delle dimore storiche
Giulio Gidoni, presidente della sezione veneta di Adsi, ha presentato l’iniziativa a Venezia, presso l’hotel Metropole. Ha spiegato che “le dimore storiche rappresentano un ponte tra passato e futuro”, valorizzano i piccoli comuni e rafforzano il legame tra identità locale e turismo culturale. Secondo Ghidoni, “questi beni creano lavoro, generano economia e mantengono viva la memoria collettiva”.

Quattro archivi per quattro giorni di storia condivisa
Dal 22 al 26 maggio il pubblico potrà visitare anche gli Archivi di Stato di Vicenza, Venezia, Padova e Belluno, con appuntamenti speciali inseriti nel programma ufficiale.
La funzionaria archivista Monica del Rio, in servizio presso l’Archivio di Stato di Venezia, ha dichiarato: “mettere piede in un archivio significa entrare nel cuore della storia documentale del territorio”.
Attraverso i documenti, si potranno scoprire vicende familiari, insediamenti e trasformazioni urbane.
Un patrimonio da conoscere per apprezzare il presente
Federico Caner, assessore al Turismo della Regione del Veneto, ha salutato l’iniziativa con entusiasmo. Ha sottolineato che “queste residenze raccontano la nostra storia e la nostra identità, ma spesso non le conosciamo a fondo”. L’assessore ha invitato i cittadini a riscoprire luoghi carichi di memoria: “è un’occasione per vedere con occhi nuovi la ricchezza che ci circonda”.
Il valore culturale e civile delle dimore venete
Il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha inviato, inoltre, un messaggio a Giulio Gidoni, esprimendo il suo “plauso per il lavoro svolto dall’Adsi” nella tutela di un patrimonio unico e nella trasmissione del sapere storico.
Ha riconosciuto l’importanza delle dimore come luoghi che mantengono viva la cultura materiale e immateriale delle comunità.
Turismo culturale, economia e nuove generazioni
Francesco Compostella, vicepresidente di Adsi Veneto con delega al turismo, ha ricordato che “le dimore storiche non solo conservano la storia, ma alimentano le economie locali”.
In Veneto, molte si trovano in centri urbani minori, dove svolgono un ruolo chiave nello sviluppo sostenibile. Ha evidenziato l’utilità di queste realtà anche in funzione del marketing territoriale, citando attività come l’ospitalità, l’affitto e l’organizzazione di cerimonie.
L’eredità architettonica al centro dell’identità veneta
Il presidente dell’Irvv – Istituto Regionale per le Ville Venete, Amerigo Restucci, ha, inoltre, affermato che “le dimore private rivelano la stratificazione sociale e artistica del Veneto”.
Ha spiegato che chi le conserva contribuisce a un grande progetto collettivo, unendo memoria, paesaggio e partecipazione civica. Secondo Restucci, “questi luoghi raccontano la storia dell’agire umano, dal lavoro nei giardini alla costruzione dell’identità dei borghi”.
Una proposta culturale per italiani all’estero
L’iniziativa punta anche a coinvolgere i discendenti italiani all’estero. Con oltre 80 milioni di emigrati e italo-discendenti nel mondo, di cui molti legati al Veneto, cresce l’interesse per il cosiddetto turismo delle radici.
Questo segmento, secondo gli organizzatori, unisce la scoperta del territorio con la ricerca delle proprie origini, rafforzando la connessione tra cultura, ospitalità ed enogastronomia.
Ville, castelli e palazzi aperti in tutte le province
Tra i luoghi visitabili spiccano il Castello di Thiene, la Villa Valmarana ai Nani, la Villa Roberti, la Torre Massimago, il Giardino Giusti, Palazzo Liorsi, la Villa Ottavia, la Villa Venier Contarini, il Palazzo di Malta, la Villa Correr Agazzi, la Villa Padovani, la Torre Wanderlust, la Villa di Dussan, la Villa Villalta, la Casa dalla Francesca, la Villa Brunelli Bonetti.
Ci sono, inoltre, la Villa Zileri Motterle, la Villa Angarano, la Villa Priuli, la Villa Vaccari Giacon, la Casa Soster – Conti, il Palazzo degli Azzoni Avogadro, la Villa Rosa, la Villa Selvatico da Porto, la Casa Gaia da Camino, la Villa Pera, la Villa Verecondi Scortecci, la Casa di Cultura Goffredo Parise, la Villa Ridolfi, la Torre di Terzolan, oltre al Palazzo Bolzanio Coraulo e agli Archivi di Stato coinvolti.
Un grande lavoro condiviso tra enti e associazioni
L’evento si svolge in collaborazione con Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani, Federmep – Federazione Matrimoni ed Eventi Privati, l’Associazione Nazionale Case della Memoria, la Fidam – Federazione Italiana Amici dei Musei, la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e il Ministero della Cultura.
Per conoscere l’elenco completo delle dimore e i dettagli delle visite: www.associazionedimorestoricheitaliane.it.
A cura di Gabriele Marchioro
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