Amanda Panezo: “La Poesia del Potere” presso il VMaison di Milano

La Poesia del Potere, la mostra personale dell’artista Amanda Panezo presso il VMaison di Milano

Amanda Panezo, classe 1981, nata in Ecuador, ma milanese d’adozione, ha realizzato numerose mostre nazionali ed internazionali. Il 10 novembre 2022 ha presentato la sua mostra personale La Poesia del Potere presso l’albergo VMaison di Milano, recentemente aperto ed ispirato dal mondo dell’arte contemporanea e del design surrealistico.

Le due composizioni presentate durante l’evento sono Lo Splendore del Potere e LAutunno del Potere. Entrambi i dipinti sono composti ponendo le corone al centro dell’attenzione e l’artista, con la sua intuizione nella relazione tra significati opposti, usa i colori – bianco e nero – in un modo molto specifico che torna a indulgere nell’osservazione della circolarità che anima l’universo: perfetta equazione che avvalora la teoria del tutto.

Amanda Panezo:

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Lo Splendore del Potere, simboleggia la realizzazione costruttiva del nostro potere personale, focalizzato su tutte le aree della nostra vita, compresi gli aspetti intellettuali, emotivi, creativi o materiali. Si rinnovano costantemente fino a raggiungere “lo splendore”, che seppellisce l’angolo vuoto e oscuro della nostra anima, inondandolo così di luce splendente in modo tale da spronarci verso il potere personale positivo, quello che ci fa uscire da ogni difficoltà. “Lo splendore” è luce che illumina i sentimenti di fratellanza e di autostima, a prescindere dal ruolo sociale, morale e religioso, e confida nell’anima calma e costruttiva che ci porta a credere e realizzare pienamente le nostre aspirazioni.

Il cuore nello Splendore del Potere mostra una tendenza a comporre, attraverso un approccio dialettico simboleggiato dal colore bianco, una sorta di “grado zero dell’esistenza”. Da questo tipo di tabula rasa l’essere umano può iniziare il proprio percorso di crescita, attraversando le esperienze negative. Riguardo alla struttura del dipinto possiamo dire che ogni perdita, ha la sua condensazione ed elaborazione nelle corone laterali.

Nella direzione opposta L’Autunno del Potere, il cui tema principale è l’elemento caotico ben espresso dal quadrato nero: il nero è insieme fusione di colori e metafora dell’arrivo di un intruso che sconvolge gli equilibri della vita, come un buco nero. Sebbene siano considerate stelle morte, i buchi neri sono le entità attorno alle quali nascono e prendono forma le galassie.

A volte un uomo può essere un buco nero quando produce caos con le sue stesse scelte; la sua oscurità è prodotta dall’ignoranza, la sua notte è il destino di chi non ha né amore né saggezza. “L’autunno” del nostro potere personale risiede là dove tutta la luminosità della luce è arrivata ormai all’apice della sua potenza, ci induce a restare dietro le quinte per rinnovare le nostre energie e riflettere sui valori smarriti e per ricostruire gli aspetti intellettuali, emotivi, creativi e materiali.L’autunno rappresenta le oscure grotte in cui giacciono le nostre più basse pulsioni, là dove impera l’arroganza; dove l’amore, la fratellanza e l’autostima dello “splendore” si dissolvono.

Tuttavia, l’ipotesi di Amanda non mostra toni tragici o disperati. Utilizzando miti cosmogonici, l’artista recupera la figura di Shiva, il Dio che distrugge il mondo e lo ricrea con le sue stesse ceneri, il Dio che prende il veleno all’inizio dei tempi. L’artista è colui che non smette mai di ripetere che la vera arte non può essere creata o distrutta, ma può cambiare forma, o essere assorbita, perché dal caos nasce sempre l’ordine.

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