Ecoalf, la saggezza di un futuro solo eco-sostenibile

Due chiacchiere con Javier Goyeneche, che nel 2009, ha fondato il marchio spagnolo eco-friendly Ecoalf.

Si parla da sempre di lifestyle o di way of life: modi di dire che dicono tutto e non dicono nulla ma che però. Con quel loro tocco inglese, quel significato che appare così ambiguo ai più, ti fanno sembrare subito un modaiolo che non perde una virgola delle nuove proposte degli stilisti, che fa ruotare tutta la sua vita tra vacanze in mete che fanno tendenza, showroom, gallerie d’arte e cocktail, location, business plan da finire e collezioni in limited edition da comprare.

Ma se si va ad approfondire il termine, magari pronunciandolo in italiano e affermando orgogliosi “il mio stile di vita”, “il mio modo di essere”, “il mio modo di vivere”, iniziano allora ad apparire scenari interessanti che non hanno nulla di trend stagionale, ma che sono invece legati a un significato “nuovo”, ovvero quello dell’impegno e perché no, della modernità.

Ecoalf è uno dei marchi di moda che ha fatto sì che la tendenza “in toto” non fosse un concetto passeggero, ma che fosse invece strettamente “no season” perché legata all’impegno. 

E l’impegno verso la vita, verso il pianeta, verso noi stessi, non ha stagioni, non ha mood-board da seguire. Questa filosofia, questo modo di essere, si concretizza al meglio nel lavoro che sta portando avanti il brand spagnolo, guidato dal bravissimo Javier Goyeneche – fondatore di Ecoalf nel 2009 -, che abbiamo incontrato per due chiacchiere post Covid- 19.

In che modo Ecoalf sta affrontando il periodo Covid-19, purtroppo non ancora terminato?

La salute e la sicurezza del team Ecoalf sono state la nostra priorità. Siamo rimasti connessi e uniti durante tutto questo periodo, e ciò ha fatto sì che la nostra creatività e innovazione ne abbiano giovato molto. Il tutto per continuare i nostri progetti, per proteggere le persone e il pianeta. Dobbiamo trovare un equilibrio fra i nostri bisogni futuri e quelli della Terra.

Come si sta evolvendo il percorso sostenibile del marchio? Quali sono le novità “eco” per la collezione autunno-inverno 2020-2021? 

Ecoalf è stata fondata 10 anni fa con l’intento di smettere di usare le risorse naturali indiscriminatamente e con la missione di creare una nuova generazione di prodotti riciclati con la stessa qualità e design di quelli non riciclati. Oggi la nostra missione è rimasta quella, e ne siamo sempre più convinti. È il momento di prendersi delle responsabilità. Non è solo un business. Oggi giorno l’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo e questa non deve solo essere bella esteticamente, ma deve avere anche dei valori. Per la collezione AI20-21 i nostri capi aiuteranno a combattere l’inquinamento: stiamo infatti integrando una nuova tecnologia che purifica l’aria e uccide i batteri.

Ecoalf, la saggezza di un futuro solo eco-sostenibile.

Mi racconti come nasce un capo Ecoalf. Quali sono gli step per creare un pezzo speciale e unico?

Investiamo in tecnologia e innovazione per trasformare quello che altri chiamano spazzatura in prodotti di design, di qualità e durevoli nel tempo. Per esempio pneumatici usati, molto difficili da riciclare a causa dei metalli e dei residui tessili al loro interno. Dopo 2 anni di ricerca, abbiamo sviluppato una polvere che compattata (senza utilizzo di collanti), ed è stata usata per creare le prime infradito 100% riciclate. Un prodotto che tra l’altro ha vinto premi per il design e la tecnologia.

Qual è il vostro target di riferimento?

Il nostro è un cliente internazionale che ama il design, l’innovazione e la sostenibilità. Ma anche la qualità e i nostri valori.

Che ha rapporto hanno i giovanissimi con la moda eco-friendly?

Le nuove generazioni sono più attente e consapevoli. Noi di Ecoalf ci preoccupiamo del pianeta che lasceremo ai nostri figli, ma al tempo stesso dobbiamo preoccuparci anche di che tipo di figli lasceremo al pianeta. Stiamo attraversando un momento epocale e non possiamo fare finta di nulla. Se non siamo parte della soluzione, allora siamo parte del problema, e dobbiamo ora prenderci il tempo per ridefinire l’industria.

In futuro, progettate di estendere il concetto eco-sostenibile oltre l’abbigliamento?

Ecoalf è molto di più che un brand fashion: vogliamo diventare un riferimento del lifestyle sostenibile e vogliamo offrire prodotti che completino il mondo dei nostri clienti. A breve presenteremo una nuova collezione TRAVEL creata con il nylon riciclato 100% dalla plastica raccolta dai fondali marini (insieme a UTO, il programma Upcycling the Oceans attivo dal 2015 grazie alla Fondazione Ecoalf). Siamo anche partner di Viccarbe, per un progetto molto innovativo nel campo dell’arredamento.

Quali sono i mercati dove siete più forti?

La Spagna e la Germania sono in nostri mercati più forti. A Berlino abbiamo inaugurato circa 1 anno e mezzo fa il nostro primo store fuori dalla Spagna. La domanda è in crescita anche in altri Paesi Europei e negli USA.

Da poco avete inaugurato lo store di Tokyo. Aprirete altri store in Giappone?

Dall’inizio della nostra joint venture con Sanyo, abbiamo lavorato per introdurre in Giappone il lifestyle sostenibile. Lo store Ecoalf a Shibuya è il nostro primo flagship in Giappone, creato dall’architetto giapponese Yohei Sakamaki con il concetto della ‘sharing ecology’: uno store creato utilizzando materiali naturali come il bambù giapponese, la pietra, la sabbia e il legno. Prevediamo di aprirne altri, sempre in Giappone, così da espandere il nostro concetto di esperienza sostenibile a 360°. 

Un’ultima domanda. La moda del futuro sarà solo ed esclusivamente eco-sostenibile?

La tendenza sembra essere questa. Speriamo che diventi realtà.

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