Kate Moss protagonista della nuova campagna Primavera di Gucci
Un viaggio visivo ed emotivo che rinnova l’eredità storica della Maison senza tradirne l’essenza, trasformando la sensualità classica in una celebrazione contemporanea della vulnerabilità e dell’intimità

Con il debutto della campagna pubblicitaria Primavera, la casa di moda Gucci inaugura una tappa fondamentale del proprio percorso recente, trasformando il racconto di moda in un’intima e profonda esperienza visiva ed emotiva. Al centro dell’opera si colloca un’icona intramontabile dello stile come Kate Moss, protagonista di una narrazione cinematografica dedicata al desiderio, alla rinascita e all’energia trasformativa dei legami umani. Il progetto fonde la regia dello svedese Johan Renck con lo sguardo fotografico di Michal Chelbin, delineando una prospettiva rinnovata in cui la sensualità storica della Maison fiorentina incontra una nuova leggerezza e un’autenticità spontanea.
La visione cinematografica di Johan Renck e il magnetismo di Kate Moss
Il cuore narrativo della campagna di Gucci prende vita attraverso un suggestivo cortometraggio diretto da Johan Renck, regista già celebre per la serie televisiva Chernobyl e per storici videoclip d’autore. La scena iniziale è ambientata in uno spazio sospeso nel tempo, una sala d’attesa animata da figure distanti e silenziose, avvolte da una palpabile atmosfera di attesa e tensione. A spezzare l’inerzia interviene il fascino magnetico di Kate Moss, che interpreta in un intenso lip-sync le note calde e sensuali di Wicked Game, celebre traccia incisa nel 1989 da Chris Isaak. Il brano, da sempre considerato un inno all’attrazione e alla vulnerabilità emotiva, diventa il filo conduttore capace di dissolvere ogni barriera: a ritmo di musica, gli sguardi si incrociano, i corpi si avvicinano e gli sconosciuti si lasciano andare all’abbraccio e alla vicinanza sulla pista da ballo, convertendo la moda in un catalizzatore di contatto umano e sentimento.

L’estetica pittorica di Michal Chelbin e il cast globale di talenti
In parallelo al filmato, la dimensione estetica si articola in una serie di ritratti intimi firmati dalla fotografa Michal Chelbin. L’obiettivo reinterpreta i canoni della ritrattistica rinascimentale attraverso una sensibilità moderna, concentrandosi sul chiaroscuro, sulla luce essenziale e sulla figura umana; le inquadrature accolgono i soggetti in contesti raccolti, con sfondi materici e tonalità calde che esaltano la grana dei tessuti e la naturalezza dei gesti, celebrando il dialogo silenzioso tra abito, pelle e persona. Per dare corpo alle diverse anime di questo nuovo corso, la casa di moda ha riunito un mosaico cosmopolita ed eterogeneo: accanto a Kate Moss compaiono i Global Ambassador del marchio, tra cui Jin dei BTS, l’attore e cantante Xiao Zhan e l’artista NINGNING del gruppo k-pop aespa, affiancati da personalità di spicco come il pluricampione NFL Tom Brady, il cantautore canadese Shawn Mendes, l’attrice sudcoreana Lee Young-ae, la rapper Rico Nasty, la modella Alex Consani, oltre a EsDeeKid e Tarzzan, uniti dalla medesima libertà espressiva.

Il linguaggio stilistico della collezione e il manifesto di rinascita
Le creazioni protagoniste della campagna appartengono alla collezione d’esordio della nuova era creativa del marchio, definita da un’idea di minimalismo focalizzato sul corpo in cui silhouette affilate e pulite convivono con tessuti fluidi, piume, trasparenze e dettagli sartoriali decisi. L’intento stilistico consiste nel rinnovare il patrimonio d’archivio di Gucci senza tradirne i capisaldi: elementi iconici come la pelletteria con morsetto e i tagli sartoriali impeccabili si uniscono a un’idea di disinvoltura e comodità, concependo l’abbigliamento come strumento per assecondare il movimento e sentirsi a proprio agio nella propria pelle. In questa cornice, Gucci Primavera si afferma come un autentico manifesto poetico di rinascita e risveglio dei sensi, ponendo l’amore come forza capace di superare le distanze e ribadendo la rilevanza culturale del marchio nel lusso contemporaneo attraverso l’armonia tra nostalgia e modernità.
A cura della redazione
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